Tra le tre ondate migratorie, di cui la prima fu quella del XI secoldo d.C. e l’ultima nei primi anni ’90 del ‘900, quella che investì Chieuti avvenne tra il 1461 e 1470. Il borgo di Chieuti, infatti, nasce proprio nel ‘400, nel momento in cui una grande comunità albanese giunse in Puglia ben accolta dai sovrani aragonesi al seguito di Giorgio Castriota Skanderbeg, capo della lega dei kapedan, condottiero intervenuto al servizio di Ferrante IV d’Aragona contro Giovanni d’Angiò.
Nel XV secolo, inoltre, l’invasione della Grecia da parte dei Turchi Ottomani costrinse molti Arbëreshë ad emigrare anche in altre coste dell’Adriatico, dall’Abruzzo alla Sicilia. Non a caso, alcune tracce di Arbëreshë sono ben presenti anche in altre zone limitrofe della Daunia come San Marzano di San Giuseppe, in provincia di Taranto, e a Greci, in provincia di Avellino.
Il valore degli albanesi in combattimento fu ben riconosciuto dai re dell’Italia meridionale, ma soprattutto dai Papi che vedevano nell’islam una forte minaccia alla cristianità ed alla propria sopravvivenza.